About Me

Sono nato nel 1988 insieme alle parole “EBOOK”, “JOYPAD” e “JPEG”. Cresciuto ad Avellino, una piccola e umida provincia del Sud Italia che ho adorato. La città, non l’umidità.

A cinque anni ho iniziato il mio primo film rubando allo zoo la telecamera di mio padre. Dopo un’intera cassetta di riprese mosse e fuori fuoco, lui decretò la fine della mia carriera da regista. Oggi sarebbero probabilmente definite immagini “dinamiche, istintive e immersive”.

I tempi cambiano.

Da adolescente inizio a firmare videoclip e cortometraggi. Non ricevo nessun premio per queste prime fatiche e la cosa mi infastidisce parecchio. Qualche riconoscimento arriverà anni dopo, ma sono ancora abbastanza risentito per quei primi film, quindi preferisco non parlarne.

Poi università, teatro, documentari, primi studi televisivi e la sorprendente scoperta che forse qualcuno avrebbe potuto davvero pagarmi per fare quello che amavo.

Parto. Madagascar, Canarie, Egitto, Baleari e mezzo mondo, sempre con una telecamera in mano. Torno, mi laureo, faccio crescere i capelli più del necessario, apro il mio primo studio in un garage, compro attrezzatura che non posso permettermi e a un certo punto arrivo a Striscia la Notizia.

Per sei anni lavoro nella produzione televisiva, spesso sul campo e quasi mai con la possibilità di fare una seconda take. Tra riprese, inchieste, inseguimenti e qualche aggressione mi faccio le ossa. In alcuni casi qualcuno decide anche di rompermele.

Imparo a decidere velocemente, a raccontare con quello che ho davanti e soprattutto a capire che una buona idea deve sopravvivere alla realtà.

Nel frattempo continuo a inseguire la regia pubblicitaria. Mi divido tra Torino, Milano e Napoli: di giorno la televisione, di notte i miei progetti. Dormo poco, monto molto e lentamente capisco quale tipo di regista voglio diventare.

Dopo sei anni saluto il Gabibbo e mi lancio definitivamente nel meraviglioso e altrettanto complicato mondo della pubblicità.

È lì che tutto quello che avevo fatto prima comincia finalmente ad avere senso.

Il documentario, la televisione, il montaggio, i set piccoli, quelli più grandi, la velocità e l’ossessione per le immagini diventano parte del mio modo di dirigere.

Il mio passato da filmmaker è ancora molto presente: ho bisogno di sentire la camera, cercare personalmente un’inquadratura, capire la luce e immaginare già il montaggio mentre sono sul set. Aver fatto un po’ di tutto mi permette oggi di guardare un film nel suo insieme, tenendo insieme immagine, tecnica, ritmo e racconto.

Negli anni firmo campagne e branded content per brand come Mulino Bianco, Yamaha, Esselunga, Burger King, Samsung, Riva Yacht, Lines, Amaro Montenegro, Amazon e Chicco, attraversando mondi molto diversi tra loro: food, automotive, lifestyle, entertainment e luxury.

Ho avuto la fortuna di dirigere e lavorare con personaggi come David Beckham, Charles Leclerc, Pierfrancesco Favino, Maria Grazia Cucinotta, Frank Matano ed Elio Biffi.

Nel 2022 il branded content “Samsung Rivoluziona le Regole” riceve due ori al Best Event Awards come Miglior Evento Digital e Miglior Evento B2B.

Nel 2023 entro a far parte di AIR3, l’Associazione Italiana Registi, e fondo a Torino Grafner Studios, una realtà nata per dare una casa e una struttura più ampia al mio modo di lavorare.

Oggi continuo a muovermi tra set, trattamenti, storyboard, agenzie, case di produzione, monitor, location impossibili e call che sarebbero dovute durare venti minuti.

Continuo a essere terribilmente curioso e a pensare che ogni progetto debba trovare una sua grammatica.

Continuo anche a non dormire molto la notte. Ma sono felice.

Perché, alla fine, sto ancora facendo esattamente quello che avevo iniziato a fare a cinque anni allo zoo con la telecamera di mio padre, fortunatamente con suoi feedback migliori.